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LA MONETA COMPLEMENTARE CHE USIAMO OGNI GIORNO


La moneta complementare è viva e fa già parte di noi, di tutti noi; non abbiamo impiegato molto tempo infatti a capire che utilizzarla è un vantaggio non solo per noi, ma per tutta l’economia. Stiamo parlando di un puro mezzo di scambio che porta maggiore potere d’acquisto, rispetto alle monete e banconote che custodiamo nel portafoglio, sotto al cuscino o che abbiamo dato alle banche in cambio di libretti e carte di plastica.

Attualmente utilizziamo migliaia di tipologie diverse di monete complementari, non solo quelle regolate da un sistema di scambio organizzato, come avviene nella svizzera Wir Bank o l’italiana BexB o ancora la belga RES, la turca TurkBarter o le decine di altre realtà in Europa e nel Mondo, ma anche altri mezzi di pagamento non immediatamente riconducibili al denaro, ma che hanno una funzione ad esso paragonabile. Ma quali sono?

 

BUONI PASTO

Nascono in Gran Bretagna durante la metà degli anni ’50, nel dopoguerra, periodo in cui vi era scarsità di risorse alimentari e di reddito da lavoro. Così le imprese hanno incominciato a sostituire, ai propri dipendenti, una parte di stipendio con dei buoni pasto, cioè degli strumenti di pagamento, dei mezzi di scambio, delle vere e proprie monete complementari del potere d’acquisto addizionale, da utilizzare per mangiare nei ristoranti associati al rispettivo programma.

 

PROGRAMMI FREQUENT FLYER

Sono i programmi fedeltà delle compagnie aeree in cui i viaggiatori guadagnano tanti punti quante sono le miglia percorse e possono sfruttare tali punti per ottenere sconti e altri benefits.

 

FIDELITY CARD E RACCOLTE PUNTI

Le carte fedeltà sono ormai una realtà diffusa ovunque: il mercato retail ha utilizzato queste carte per fidelizzare i clienti e attivare con essi un rapporto di marketing relazionale. Ma perchè si utilizza così tanto? Perchè è una moneta complementare che permette di avere vantaggi rispetto a chi non la utilizza: la Fidaty Card di Esselunga ad esempio consente di ricevere sconti e accumulare punti spesa da utilizzare per acquisire dei premi o ulteriori agevolazioni; la Nectar è una fidelity card attraverso la quale è possibile raccogliere punti spesa in diversi punti vendita e spenderli in premi di ogni tipo, disponibili in un catalogo; i distributori di benzina permettono la raccolta punti alla clientela per sconti e premi; ce ne sono tantissimi. Le aziende ci chiedono di tornare ad acquistare presso di loro, in cambio di potere d’acquisto in più rispetto a chi non lo fa.

 

CONCORSI E GIOCHI A PREMI

Molta gente partecipa ai concorsi e ai giochi a premi, creati dalle aziende per fini autopromozionali. Anche in questo caso è possibile acquisire prodotti, servizi, sconti, agevolazioni semplicemente iscrivendosi a un concorso oppure partecipando a un gioco alla fine dei quali i più fortunati, o i più abili, a seconda dei casi, riceveranno uno o più premi.

C’è un evidente difetto rispetto a questi strumenti: pur essendo dei mezzi di pagamento, legali e come tali accettati su fiducia, non sono utilizzabili come mezzo di scambio, nel senso che non possono circolare per favorire scambi di beni e servizi diversi da quelli per i quali sono stati creati. Il buono pasto non può essere speso se non per mangiare al ristorante; non si può acquistare un televisore o fare un biglietto d’aereo pagandolo in buoni pasto. Allo stesso modo i punti dell’Esselunga devono essere spesi all’interno del programma Esselunga; non ci si può presentare alla coop o all’Ikea con la fidaty card. Il potere d’acquisto concesso deve essere riutilizzato all’interno dell’azienda che lo ha concesso, altrimenti verrebbe meno la fidelizzazione del cliente.

E allora perchè non utilizzare monete complementari, come quelle che usiamo ogni giorno, ma aventi funzione di scambio per aumentare il potere d’acquisto collettivo, dare una spinta agli scambi e creare ricchezza e sviluppo a favore di tutta l’economia?

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